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Biografia

Abelardo Zucchi eseguì il suo lavoro di artista, cromista, paesaggista, grafico industriale con invidiabile dedizione e passione e volutamente egli non si inserì mai a pieno negli ambienti artistici per diventare famoso o per trarne notorietà.

Figura poliedrica e dai numerosi talenti, tecnicamente si potrebbe definire un classicista, per la sua ricerca di bellezza ideale espressa tramite l’ordine, l’armonia, equilibrio e proporzione. Il genere in cui egli si sente comunque più libero è senza dubbio il Paesaggio, in particolare il paesaggio dal vivo, o en plein air.

Egli, dotandosi di cavalletto portatile e sgabello, durante le passeggiate o le escursioni in montagna si fermava a dipingere all’aperto per cogliere le sottili sfumature che la luce genera su ogni particolare, cogliendo , da cromista appunto, la vera essenza delle cose nelle sfumature di alberi, boschi, fiori, case di montagna, paesaggi innevati o scorci marini.

Un’artista che è sempre rimasto nell’ombra ma che ha sempre per tutta la vita servito l’arte con passione e con dedizione.

Zucchi Abelardo nasce a Torino nel 1894 da famiglia povera: la madre, sola, provvede al mantenimento del figlio.

All’età di 12 anni, appena finita la classe V elementare, Mallewein di Klagenfurt, direttore tecnico dello stabilimento De Paolini Matossi di Torino, lo impiega alla macchina da stampa.

Nel 1914 Abelardo Zucchi trova impiego presso la ditta Metalgraf, anch’essa, come la “Litografia e Manifattura De Paolini, Matossi e C.”, specializzata nella stampa su scatole alimentari in latta.
Nello stesso anno l’attività lavorativa presso la ditta Metalgraf, da poco iniziata, viene subito interrotta.

A causa dell’arruolamento nell’esercito è costretto a trasferirsi a Livorno nel Com. Divisione 16°.
Nel 1919 Abelardo Zucchi lascia Caporetto per il ritorno a casa, gli è stato concesso Il congedo per opere di pace il 15 gennaio, dopo 50 mesi di vita militare e una tremenda guerra.

Un anno dopo, nel 1920, cominceranno i primi lavori presso l’Atelier Butteri di Torino, specializzato in arti grafiche e nella stampa di manifesti cinematografici, in concomitanza con gli studi alla Scuola Gatti di Via Po a Torino e la realizzazione di viaggi a Milano per piccoli lavori e disegni litografici per ditta Brianza, Annoni e Secchi in Rione Ticinese.

Nel 1921 viene assunto a pieno titolo dall’Atelier Butteri, allora in via Mantova 45, con uno stipendio di 160 lire settimanali. L’attività principale di Zucchi è la realizzazione di bozzetti e manifesti per film muti dell’epoca.

Nel 1924 si iscrive all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, frequentando i corsi serali riesce a coniugare il lavoro diurno all’ Atelier Butteri. Abelardo Zucchi terminerà di collaborare con l’azienda nel 1928 a causa di un grave fallimento che la ditta subì.

Lo stesso anno di chiusura dell’Atelier Butteri (1928) Abelardo Zucchi viene assunto dalla Ditta Pozzo Gros-Monti, in qualità di cromista per i manifesti. Zucchi realizza oltre ai già descritti manifesti cinematografici, molte pubblicità alla Gros Monti, anch’esse non autografate.

In questa ditta Abelardo Zucchi lavorerà fino al 1942, anno in cui la stessa venne incendiata e distrutta a seguito dei bombardamenti alla città di Torino. In 24 anni di impiego egli ha contribuito attivamente alla realtà grafica torinese. Alla chiusura della Gros Monti, Torino non offriva più possibilità lavorative.

Attraverso l’Ufficio di Collocamento Abelardo Zucchi venne infine assunto nel 1943 in qualità di disegnatore litografo nello stabilimento IGAP (Impresa Generale Affissioni Pubblicità), in Via D’Ara Coeli 13 a Roma.

Nell’ottobre del 1943, dopo 10 mesi di impiego alla IGAP, avvenne il ritorno a Torino.
Egli trovò occupazione alla fine della guerra presso la Fotolito CTM.

Zucchi lavorerà alla Fotolito CTM fino al 1957, avendo raggiunto il limite di età per percepire la pensione, anche se negli anni successivi saranno ancora molti i lavori che la stessa ditta gli commissionerà, nonostante l’interruzione formale del rapporto lavorativo.

Privatamente continuò ad eseguire ritratti, quadri e paesaggi en plein air.
Zucchi si spense nel 1979.