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Accademia Albertina di Torino

Fondazione

L’Accademia Albertina di Torino, fondata nel 1678, trae origine dall’antica Università dei Pittori, Scultori e Architetti che a Torino teneva il campo insieme ad altre corporazioni come quella degli Orefici, o come quella dei Minusieri, ebanisti e maestri di carrozze che acquistava nel 1636 una cappella nella chiesa S.Maria di Piazza. L’ Università dei Pittori, Scultori e Architetti nel 1652 otteneva dall’arcivescovo di Torino l’uso della cappella, dedicata a S.Luca, protettore dei pittori, nella cattedrale di S.Giovanni, costituendosi nella Compagnia detto appunto S.Luca. Nel dibattito, periodicamente ricorrente, sull’utilità delle Accademie di Belle Arti, riaccesosi intorno al 1870, e sui rimedi da opporre ai mali endemici dell’Istituzione, Carlo Felice Biscarra fu uno dei più attivi interlocutori all’interno della Scuola. Operando in un centro come Torino in cui particolarmente vivi erano i problemi relativi alle arti decorative e industriali e dove nascevano in questo ambito iniziative destinate a grossi sviluppi, egli fu convinto assertore dell’importanza dell’insegnamento del disegno nelle sue applicazioni tecniche e sostenitore di quei corsi, quali Ornato e Plastica ornamentale sui quali, secondo i suoi auspici, spettava l’incombenza di preparare artigiani qualificati nell’oreficeria, l’intaglio del legno, il cesello, l’arte dello stipettaio, del ferraio, del decoratore d’appartamenti, dell’attrezzista, del fabbricante di stoffe, del litografo, dello stuccatore, del fonditore di metalli.

I corsi

Di fatto, nel 1872 il corso di Ornato e quello complementare di plastica ornamentale, contavano insieme più di 250 allievi.
Nel 1906 Giacomo Grosso pervenne alla cattedra di pittura che doveva tenere per quasi trent’anni, impartendovi i principi di un robusto naturalismo aggiornato annualmente sulla pitture dei Salons parigini. Dal 1928 al 1933 insegnò Tecniche dell’incisione. Con lui fu quindi riattivato il corso d’incisione che era stato soppresso nel 1888. L’influente collega di Giacomo Grosso fu per molti anni lo scultore Edoardo Rubino. Questi entrò come docente in Accademia con un primo incarico nel 1917, in qualità di aggiunto al corso di Ornato.
Nel 1923 si era prodotto un radicale cambiamento nella struttura interna della scuola, con la separazione dei corsi preparatori da quelli superiori; in seguito alla riforma dell’insegnamento artistico che portò alla costituzione del Liceo artistico, sempre però legato giuridicamente all’Accademia.
All’Accademia Albertina rimasero solamente i corsi di Pittura, Scultura, Decorazione, la scuola libera del Nudo, il corso di Costume, la Scuola per Arte Decorativa Industriale (Istituita e diretta da Giulio Casanova). Successiva è la nascita del corso di Cromismo, dedicato ai disegnatori litografi, utile per imparare le tecniche di stampa, e adeguare l’utilizzo della cromolitografia ai più svariati impieghi ottenendo il risultato migliore. Intorno alla metà del terzo decennio cambiamenti si verificarono nella direzione dei corsi di pittura e scultura. Nel 1933 Giacomo Grosso terminò il suo insegnamento. Alla cattedra di pittura fu nominato Cesare Maggi, proveniente da studi a Napoli e a Parigi, e a Torino allievo di Grosso.
Nel 1941 vennero nominati titolari di pittura, accanto a Maggi, Felice Casorati ed Enrico Paulucci, a lungo poi responsabili delle sorti dell’Istituto, per esserne stati successivamente direttori e presidenti.
All’interno di questa situazione si colloca, quindi, la formazione accademica di Zucchi Abelardo.

Ambiente accademico

Nel 1924, come si è già detto, egli si iscrive ai corsi serali dell’Accademia Albertina di Torino, di giorno la sua attività lavorativa continua all’Atelier Butteri. L’ambiente accademico contribuisce a rinforzare e consolidare le conoscenze e le tecniche artistiche di Abelardo Zucchi. Gli studi anatomici, le riproduzioni di tavole anatomiche umane e animali e di studi Leonardeschi costituiscono un valido esercizio per il potenziamento del disegno a mano libera e per lo studio della configurazione anatomica in tutte le forme e in tutti i movimenti. Zucchi Abelardo realizzerà all’Accademia Albertina una dispensa dalle memorie e ricordi del professor Enrico Gamba, contenente notevoli indicazioni per la realizzazione di Egli seguì i corsi serali di Nudo, Costume, Decorazione (comprendente al suo interno insegnamenti di Ornato, Figura e Prospettiva) e la Scuola di Arte Decorativa Industriale.
Successiva è l’iscrizione al corso di Cromismo, che si rivelerà importante e che va in qualche modo a completare l’iniziale formazione che il l’artista ha ricevuto nello stabilimento De Paolini – Matossi.
Il corso di Nudo prevedeva la realizzazione di corpi maschili e femminili in pose diverse a partire da modelli che posavano nelle aule del corso. L’incarnato è realizzato con particolare cura grazie anche all’impiego di più tecniche, che consentono una maggior diversificazione dei nudi, acquarello, pastello, colori ad olio, gessetto. I nudi venivano realizzati principalmente ad acquerello, molti a china altri in sanguigna.
Il corso di Costume prevedeva anch’esso la realizzazione di corpi maschili e femminili ma principalmente aveva lo scopo di far ritrarre i costumi dei secoli passati. Per questo i modelli indossavano costumi del rinascimento, dell’800, costumi agricoli; in tal modo gli studenti avevano davanti a loro una grande varietà di spunti. Nella realizzazione di questi studi, grande attenzione è riservata alla resa realistica dei panneggi e dei tessuti.
Di primaria entità il corso di Cromismo, che va a completare e a rinforzare la formazione da cromolitografo che Abelardo Zucchi aveva intrapreso giovanissimo presso lo stabilimento De Paolini – Matossi.
Il corso di cromismo analizza e rileva le metodologie appropriate per la creazione di stampe litografiche, così come rileva gli accorgimenti per una sapiente combinazione dei tre colori primari, che comporranno l’immagine complessiva. Come si può notare nell’esempio sopra riportato, l’immagine globale è data dalla composizione di singole immagini a campite con un singolo colore.
Il lavoro del cromista consisteva quindi nel regolare opportunamente le quantità dei singoli colori per far sì che, alla sovrapposizione delle stesse, la resa luministica e coloristica fosse convincente e consona con la volontà rappresentativa. Eccellente punto di collegamento con la situazione artistica dell’Accademia in quegli anni sono i ritratti dei compagni di studi che Zucchi esegue negli anni all’Accademia; essi sono inoltre un ottimo trampolino di lancio per analizzare la presenza di questi stessi artisti, dall’unica formazione, nell’attività pittorica, scultorea, litografica torinese degli anni successivi.
I compagni di studi ritratti da Abelardo Zucchi e, quindi, presumibilmente, con cui egli ha instaurato un legame artistico sono: Giovanni Guarlotti, Stefano Borelli, Emilio Vacchetti, Sandro Vacchetti, Cecilia Masutti, DeStefanis, Wigley, Michele Merlo, Felipe Velleur, Aymone, Pindor, Strocco.

Costume e ornato

Nudo